Non ci resta che piangere

“Sacrificio”. Non riesce nemmeno a dirlo, la ministra Fornero. Forse perché di sacrifici continuano a chiedercene sempre troppi? Ci dicono che finora abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, ma se ripenso agli ultimi cinque o sei anni mi chiedo quali fossero, allora, le mie possibilità. Continua a leggere

Mal che vada, andremo a fare i cassieri all’Auchan.

Mi ricordo quando la sezione “Lavoro” dell’oroscopo la saltavo a pie’ pari, ora invece è la prima cosa che guardo, che l’amore ce l’ho e la salute ancora m’accompagna.
Mi ricordo quando ai laureati si chiedeva “E adesso che farai?”, mentre ora certe domande sembrano inopportune e fuori luogo, come chiedere a una vedova al funerale del marito se ha intenzione di risposarsi a breve. Continua a leggere

Primo Maggio, un anno dopo

Primo articolo della Costituzione Italiana: L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro.

Così, un anno fa, s’inaugurava Prestazione Occasionale.

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Primo Maggio, san Precario.

Primo articolo della Costituzione Italiana: L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro.
Sul lavoro di chi?, mi chiedo. Quale lavoro? Chi è, che lavora, al giorno d’oggi?

Ho 27 anni, una laurea in filosofia, un dottorato di ricerca, e ben tre lavori precari. Correggo bozze per una importante casa editrice, lavoro per una radio locale e do ripetizioni ad un adolescente che è il prototipo del fallimento del sistema scolastico attuale. Nonostante questo, e contro tutti i miei sforzi, vivo ancora con i miei genitori. Lavoro più o meno da quando avevo sedici anni, e il contratto di “prestazione occasionale” è il massimo che io abbia mai firmato.

Oggi è Primo Maggio, ed è il primo anno che sento davvero il valore di questa giornata. Forse perché è il primo anno che non ho più scuse, devo candidamente ammettere a me stessa di essere una precaria. Anzi, di ambire a diventare una precaria, che almeno i precari qualche certezza ce l’hanno, seppure per poco tempo. E mentre in piazza San Giovanni è tutto uno sventolare di bandiere della Cgil, mi ritrovo a contare le persone che conosco che hanno una situazione lavorativa non dico soddisfacente, ma almeno accettabile. Stanno sulle dita di una mano. Non mi sembra ci sia giorno migliore per cominciare a scrivere su questo blog.

Che cos’è il lavoro: un diritto? un dovere?
Ora come ora, direi una speranza.

San Precario