Professionisti delle lettere di presentazione

reality23

Io voglio sapere come fate, voi professionisti dell’invio curriculum. Avete fatto dei corsi? Potete darmi qualche lezione? No perché se c’è una cosa che non so fare è ottenere delle risposte quando invio il cv. Quando leggo le lettere di presentazione degli altri capisco benissimo cosa c’è che non va, ma quando devo scriverne una per me cado nel panico – e il livello di panico è direttamente proporzionale all’importanza dell’azienda a cui scrivo.  Continua a leggere

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Tentare nuoce

Ho iniziato la scorsa settimana inviando due mail che non avevo nessuna voglia di inviare. Ho cominciato questa ricevendo le risposte che non avevo alcuna voglia di ricevere.

Eh sì, avete capito bene, pioggia di Lamentationes in arrivo.  Continua a leggere

La tartaruga di Zenone

Quando ho aperto questo blog mi ero ripromessa di non farne uno sfogatoio di lamentazioni piagnone sulle sfighe lavorative e non. È finita che invece di non scrivere lamentazioni e di guardare al bright side of life, ho smesso di aggiornare il blog, e ho cominciato a riempire di lamentazioni quadernetti e taccuini.
E allora, mi sono detta, sapete che c’è?, il blog è mio, e mo vuoi vedere che proprio sul mio blog non mi posso lamentare come una suocera nella sala d’attesa del medico? Machissenefrega, mi sono detta, tanto ormai qua sull’internet ognuno tiene la sua da dire, non vedo perché devo star qui ad autocensurarmi. E quindi sì, ecco, oggi inauguro questa sezione di Lamentationes in cui quando mi andrà butterò tutte le mie frustrazioni. A casaccio, senza nessuna pretesa di capo o coda.
Quindi **SPOILER** quanto segue non vuole in alcun modo esprimere coerenza, analisi, financo ragionevolezza.
Se questo è quello che cercate, chiudete questo blog e apritevi Chomsky.

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La saggezza dello stercorario

Ieri, parlando con un ragazzino di 13 anni, mi ha detto che la sua vita fa schifo.
Gli fa schifo la sua scuola, la sua famiglia, gli fa schifo non avere i soldi per tutto quello che vuole, e se fosse per lui lascerebbe la scuola e se ne andrebbe a lavorare alla catena di montaggio otto ore al giorno.
Naturalmente non ha la più pallida idea di cosa significhi lavorare in fabbrica, benché creda di sapere tutto e si lamenti di tutto, com’è normale alla sua età. Io però mi sono un po’ intristita, e avrei voluto raccontargli la storia dello stercorario. Continua a leggere