Contro il mito del posto fisso

Io faccio una vita bellissima.

Ho un lavoro che mi piace, due genitori splendidi, un sacco di amici, un fidanzato che adoro, mi alzo tardi la mattina, esco tutte le sere, pranzo fuori, scrivo, leggo, vado ai concerti che mi piacciono, ogni tanto riesco a ritagliarmi un viaggetto.
Vivo in una città piccola ma a misura d’uomo, e non mi annoio (quasi) mai.

Non ho un posto fisso.
Non ho nemmeno propriamente un “posto”.

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Non ci resta che piangere

“Sacrificio”. Non riesce nemmeno a dirlo, la ministra Fornero. Forse perché di sacrifici continuano a chiedercene sempre troppi? Ci dicono che finora abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, ma se ripenso agli ultimi cinque o sei anni mi chiedo quali fossero, allora, le mie possibilità. Continua a leggere