La saggezza dello stercorario

Ieri, parlando con un ragazzino di 13 anni, mi ha detto che la sua vita fa schifo.
Gli fa schifo la sua scuola, la sua famiglia, gli fa schifo non avere i soldi per tutto quello che vuole, e se fosse per lui lascerebbe la scuola e se ne andrebbe a lavorare alla catena di montaggio otto ore al giorno.
Naturalmente non ha la più pallida idea di cosa significhi lavorare in fabbrica, benché creda di sapere tutto e si lamenti di tutto, com’è normale alla sua età. Io però mi sono un po’ intristita, e avrei voluto raccontargli la storia dello stercorario. Continua a leggere

Non ci resta che piangere

“Sacrificio”. Non riesce nemmeno a dirlo, la ministra Fornero. Forse perché di sacrifici continuano a chiedercene sempre troppi? Ci dicono che finora abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, ma se ripenso agli ultimi cinque o sei anni mi chiedo quali fossero, allora, le mie possibilità. Continua a leggere

Mal che vada, andremo a fare i cassieri all’Auchan.

Mi ricordo quando la sezione “Lavoro” dell’oroscopo la saltavo a pie’ pari, ora invece è la prima cosa che guardo, che l’amore ce l’ho e la salute ancora m’accompagna.
Mi ricordo quando ai laureati si chiedeva “E adesso che farai?”, mentre ora certe domande sembrano inopportune e fuori luogo, come chiedere a una vedova al funerale del marito se ha intenzione di risposarsi a breve. Continua a leggere

Elogio della fuga: questo non è un Paese per alfabetizzati

Via, via, vieni via con me
niente più ci lega a questi luoghi, neanche questi fiori azzurri…
(Paolo Conte, 1981)

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
(Giorgio Gaber, 2003)

Sono nata nel 1982, mi sono laureata nel 2004. Potremmo dire che, con una certa approssimazione, la mia formazione culturale e umana è stata scandita da queste due canzoni (e non è un caso che io abbia scelto due cantautori molto amati da mio padre, quindi con cui sono letteralmente cresciuta). Infatti devo confessare che non mi sono mai sentita troppo italiana, e se avessi avuto la possibilità di andare via dalla mia città o dal mio Paese, non avrei esitato a farlo. Continua a leggere