La Costituzione della Repubblica delle Banane

Come già ho avuto modo di osservare in altre occasioni, la Costituzione è ormai un testo obsoleto e demodé.
Qualcun altro se n’è accorto, e ha pensato bene di proporre qualche modifica, a cominciare dall’articolo 1.

Ma perché limitarsi a qualche piccolo inserimento? e perché limitarsi all’articolo 1? Questo ci siamo domandate io e Adele, leggendo la notizia. E allora abbiamo pensato che tanto valeva riscrivere tutti i primi 12 articoli, quelli fondamentali, per renderli più consoni allo spirito dei tempi… in fondo questa Costituzione è stata scritta quasi sessantacinque anni fa, non trovate che suoni un po’ vecchia?

Qui di seguito trovate gli articoli dall’1 al 6, con il testo aggiornato. Da Adeledot trovate quelli dal 7 al 12. Tutto rigorosamente a quattro mani. Perché non si sappia chi è stato a cominciare, come è buona norma nel nostro beneamato Paese.

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Tremate, tremate, le stronze son tornate

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Costituzione della Repubblica Italiana, art. 3

È difficile convincere gli uomini che per le donne la discriminazione sul lavoro esiste ancora. Nella migliore delle ipotesi non se ne accorgono nemmeno, tanto certi meccanismi sono radicati nel tessuto lavorativo; nella peggiore, ti trattano come la stronza femminista che si lamenta sempre.

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