Mal che vada, andremo a fare i cassieri all’Auchan.

Mi ricordo quando la sezione “Lavoro” dell’oroscopo la saltavo a pie’ pari, ora invece è la prima cosa che guardo, che l’amore ce l’ho e la salute ancora m’accompagna.
Mi ricordo quando ai laureati si chiedeva “E adesso che farai?”, mentre ora certe domande sembrano inopportune e fuori luogo, come chiedere a una vedova al funerale del marito se ha intenzione di risposarsi a breve. Continua a leggere

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Jonathan Coe e il Libro (im)Possibile – Parte II

Ci eravamo lasciati che ero nella sala stampa del Libro Possibile ad aspettare che Jonathan Coe terminasse di autografare fino all’ultima copia dell’ultimo fan.

Jonathan Coe @ Il Libro Possibile 2010 – (c) Il Libro Possibile

Quello che non vi ho detto è che dopo sono venute le foto con lo staff, e le interviste rubate con la scusa di farsi autografare un libro… e insomma ovviamente alla fine Jonathan era decisamente provato e la sua accompagnatrice già cominciava a dire “no, ok, adesso basta, dobbiamo andare”. Come ‘basta’?! Io ho un’intervista da fare! Ho delle domande, ho delle cose da dire a quest’uomo! Mi faccio strada tra la gente e sperando di non fare una gaffe clamorosa mi avvicino alla tipa: “Sonia?”. Continua a leggere

Jonathan Coe e il Libro (im)Possibile – Parte I

ovvero: Una cosa divertente che non farò mai più #1

Le prestazioni occasionali hanno un vantaggio: occasionalmente danno delle belle soddisfazioni. Soddisfazioni talmente grandi che ti fanno dire chissenfrega-della-fatica-dello-stipendio-del-superlavoro-delle-corse-chissenefrega. Uno dei miei quattro lavori, per esempio, ha un potere: può farti incontrare la gente che hai sempre desiderato incontrare. È successo alla mia amica e collega Adele, adoratrice dei Monty Python da una vita, che ha potuto chiacchierare con Michael Palin; e ieri è successo anche a me, quando finalmente ho pututo chiedere a Jonathan Coe tutto quello che avevo da chiedere.

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