Andate a lavorare, teppisti!

Per fortuna che c’è sempre qualcuno che vuole insegnarci a vivere, a noi trentenni fighetti lavoratori della cultura.
Da quando mi sono laureata, per esempio, mia madre non fa altro che dirmi “fai i concorsi”. Il concorso alle poste, il concorso per la scuola, il concorso per un qualunque posto nell’università, dal bidello al tecnico di laboratorio. Sembra che la Gazzetta Ufficiale sia lì pronta ad offire posti di lavoro ideali e che noi, poveri sciocchi giovani neolaureati, non capiamo un accidente. Continua a leggere

Mal che vada, andremo a fare i cassieri all’Auchan.

Mi ricordo quando la sezione “Lavoro” dell’oroscopo la saltavo a pie’ pari, ora invece è la prima cosa che guardo, che l’amore ce l’ho e la salute ancora m’accompagna.
Mi ricordo quando ai laureati si chiedeva “E adesso che farai?”, mentre ora certe domande sembrano inopportune e fuori luogo, come chiedere a una vedova al funerale del marito se ha intenzione di risposarsi a breve. Continua a leggere