Andate a lavorare, teppisti!

Per fortuna che c’è sempre qualcuno che vuole insegnarci a vivere, a noi trentenni fighetti lavoratori della cultura.
Da quando mi sono laureata, per esempio, mia madre non fa altro che dirmi “fai i concorsi”. Il concorso alle poste, il concorso per la scuola, il concorso per un qualunque posto nell’università, dal bidello al tecnico di laboratorio. Sembra che la Gazzetta Ufficiale sia lì pronta ad offire posti di lavoro ideali e che noi, poveri sciocchi giovani neolaureati, non capiamo un accidente. Continua a leggere

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