Le cose che ho imparato da David Foster Wallace

Questa è una prestazione speciale, per un giorno speciale. Oggi, infatti, David Foster Wallace avrebbe compiuto 50 anni. Certo, se non avesse deciso di impiccarsi tre anni e mezzo fa.

Ho finito di leggere Infinite Jest pochi mesi prima che David si uccidesse. Quel libro fu per me un’autentica, colossale rivelazione. Non ho potuto dirglielo, che da lui ho imparato tantissime cose.

 

Che il sonno può essere una forma di fuga emozionale e che, seppure con un certo sforzo, si può abusarne. […] Che la privazione intenzionale del sonno può esser anch’essa una fuga dalla realtà di cui si può abusare. […]
Che non occorre amare qualcuno per imparare da lui/lei/esso. Che la solitudine non è una funzione dell’isolamento. Che è possibile arrabbiarsi al punto da vedere davvero tutto rosso. […] Che la validità logica di un ragionamento non ne garantisce la verità. Che le persone cattive non credono mai di essere cattive, ma piuttosto che lo siano tutti gli altri. Che è possibile imparare cose preziose da una persona stupida. […] Che se un numero sufficiente di persone beve caffè in una stanza silenziosa, è possibile sentire il rumore del vapore che si leva dalle tazze. Che a volte agli esseri umani basta restare seduti in un posto per provare dolore. Che la vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. Che esiste una cosa come la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza. Che è possibile addormentarsi di botto durante un attacco d’ansia.
[…] Che le persone di cui avere più paura sono quelle che hanno più paura. Che ci vuole un grande coraggio per mostrarsi deboli. […]
Che praticamente tutti si masturbano.
E tanto, a quanto sembra.
Che il cliché “non so chi sono” sfortunatamente si rivela più di un cliché. […] Che gli altri, anche se sono stupidi, riescono spesso a vedere cose di voi che neanche voi riuscite a vedere. Che è possibile ottenere per 1500 $Us una carta di credito di un istituto primario con un nome falso, ma nessuno vi saprà dire se questo prezzo include un rapporto bancario e una disponibilità di denaro verificabili per quando la cassiera passa la carta falsa nel piccolo modem del registratore di cassa e voi siete accerchiati da guardie di ogni tipo. Che il possesso di molto denaro non immunizza la gente dalla sofferenza e dalla paura. Che provare a ballare da sobri è tutto un altro paio di maniche.

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