La Costituzione della Repubblica delle Banane

Come già ho avuto modo di osservare in altre occasioni, la Costituzione è ormai un testo obsoleto e demodé.
Qualcun altro se n’è accorto, e ha pensato bene di proporre qualche modifica, a cominciare dall’articolo 1.

Ma perché limitarsi a qualche piccolo inserimento? e perché limitarsi all’articolo 1? Questo ci siamo domandate io e Adele, leggendo la notizia. E allora abbiamo pensato che tanto valeva riscrivere tutti i primi 12 articoli, quelli fondamentali, per renderli più consoni allo spirito dei tempi… in fondo questa Costituzione è stata scritta quasi sessantacinque anni fa, non trovate che suoni un po’ vecchia?

Qui di seguito trovate gli articoli dall’1 al 6, con il testo aggiornato. Da Adeledot trovate quelli dal 7 al 12. Tutto rigorosamente a quattro mani. Perché non si sappia chi è stato a cominciare, come è buona norma nel nostro beneamato Paese.

Repubblica delle Banane

La Costituzione della Repubblica delle Banane


Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

L’Italia è Repubblica emo e statica, fondata sul lavoro* degli altri, a nero e sottopagato.

(*In realtà però ci stiamo ancora pensando, su questa cosa del lavoro, che a noi ci piace mangiare la pizza e suonare il mandolino, ma il lavoro non tanto.)

La sovranità appartiene a chi se la può permettere, a chi se la prende o a chi la trova a terra, che la esercita come cacchio gli pare. Se no che sovranità sarebbe?

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, Libero un po’ meno, ma vuoi mettere le caricature a tutta pagina? L’uomo come singolo ci piace molto, ma la donna come singola ci piace molto di più, soprattutto quando non esercita la propria personalità e le si richiede solo l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà ai membri del partito politico, con la sola pretesa economica ma non sociale. Al massimo al meteo del tg4, va’.


Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Tutti i cittadini hanno pari dignità, ma molti tendono a perderla subito. Non tutti sono uguali davanti alla legge, ci sono quelli un po’ più uguali degli altri, specie per opinioni politiche, condizioni personali e sociali, ma soprattutto per sesso. Tanto sesso.

È compito tuo rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono lo sviluppo della persona umana: è ovvio che se ti tieni un mattone in testa, non ti sviluppi, cretinetti.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

La Repubblica riconosce a tutti il diritto allo sfruttamento, e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale (mio) e spirituale (e sempre sia lodato).

Art. 5

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

La Repubblica riconosce e promuove le autonomie locali: perciò, stai a casa tua, brutto terrone. La Repubblica adegua i principi e i metodi della sua legislazione alle esigenze di chi se lo può permettere.

Art. 6

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche, tipo l’italiano. Tuttavia Antonio Di Pietro è onorevole.

***

>>> Segue su Adeledot >>>

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2 thoughts on “La Costituzione della Repubblica delle Banane

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