Se ci tolgono il pane, non vogliamo brioches! – aggiornamento

*aggiornamento sulla vicenda di Paola Caruso*

Dopo cinque giorni, Paola ha deciso di ricominciare a mangiare. E questo non perché la sua protesta fosse inutile, ma semplicemente perché ha capito che bisogna combattere e non lasciarsi abbattere. E per combattere servono forze. Adesso è ora di fare un passo avanti: raccontarsi, conoscersi, farsi conoscere, dire a tutti che noi precari esistiamo, cavolo!

Prestazione occasionale si fa portavoce (nel suo piccolissimo) dell’appello di Paola:

invito la blogosfera a raccontare le tante esperienze di precariato. Diamo voce a tutti. Date voce a tutti. Alle storie, alle  preoccupazioni, alle frustrazioni e ai rospi mandati giù. Anche in forma anonima. In modo che se ne parli e il problema venga a galla in maniera consistente e continua. Meglio senza sciopero della fame che vi assicuro è una forma di protesta devastante per il fisico e la mente. Parola mia.

Finora vi ho raccontato le mie prestazioni occasionali: adesso, se volete, raccontatemi le vostre. L’idea è quella di creare una rubrica settimanale, se mi scriverete all’indirizzo prestazioneoccasionale@gmail.com giuro di dare spazio a tutti.

Se ci tolgono il pane, non vogliamo brioches!

Nel paese del bunga bunga e delle nipotine di Mubarak, ho il dovere, ogni tanto, di ricordarvi e ricordarmi  che “prestazione occasionale” non significa darla via ad un politico una volta o due in cambio di qualche incarico, di regali, o semplicemente di un po’ di notorietà. La prestazione occasionale è il modo che si sono inventati per ricordarci che il tempo dei contratti è passato, il presente è precario e chi vuol esser lieto sia, che del doman non v’è certezza. Continua a leggere