La domanda più semplice del mondo

Gli adolescenti moderni sono per me una fonte di continua sorpresa.

Come vi ho già accennato, il mio terzo lavoro precario è dare ripetizioni ad un ragazzino del liceo, che io chiamo confidenzialmente il Latinista, anche se ormai è un anno che non gli faccio più lezioni di latino. In effetti, abbiamo cominciato dal latino e siamo finiti a tutto il resto: italiano, storia, filosofia, lezioni di vita in genere, all’occorrenza anche educazione musicale (la musica che ascolta fa davvero schifo).
Dare lezioni al Latinista non è solo un modo di arrotondare, è un promemoria: mi ricorda perché non sono ancora dietro una cattedra di scuola, e non ho intenzione di andarci finché posso evitarmelo. Ogni volta che esco dopo due ore di lezione con lui, benedico quel giorno in cui gettai la domanda per il concorso della SISS già compilata nel cestino appena fuori dall’ufficio accettazioni. Ma, nonostante tutto, se sono in giornata col Latinista riesco anche a divertirmi.

E devo anche dire che, benché sia, come ho già detto, la prova vivente del fallimento del sistema scolastico italiano, riesce ogni tanto a fare delle osservazioni sensate, il che alimenta in me l’illusione che in qualche punto del suo cranio ci sia vita intelligente.

Oggi, ad esempio. Stavamo parlando di Locke e dello stato liberale, quando ho scoperto che, pur essendo già andato a votare, non ha la più pallida idea di come funzioni lo Stato italiano. Ripresami dallo shock (in fondo mi ha dato colpi ben peggiori), mi sono messa pazientemente a spiegargli cosa sono il potere legislativo, esecutivo e giudiziario, e chi li amministra: che abbiamo un Governo che propone le leggi, un Parlamento che le approva o le respinge, eccetera eccetera… e lì il Latinista mi ferma e mi fa la domanda più semplice del mondo:

Eh, ma quello del Governo e quello del Parlamento sono due poteri diversi, giusto? Cioè uno mica si può fare le leggi che vuole e poi se le approva da solo…

Ecco.
Poi uno dice che ‘sti giovani di adesso sono scemi e non capiscono niente.

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4 thoughts on “La domanda più semplice del mondo

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