Noi che commentavamo Sanremo prima che fosse mainstream

ovvero: Una cosa divertente che non farò mai più #6

Che ne sapete voi, di quando a malapena c’era facebook, twitter non se lo inculava nessuno, figuriamoci gli hashtag, i social media manager nelle trasmissioni televisive erano impensabili, e Sanremo non era un evento soscial ma una roba per pochi irriducibili: le nonne, le zie, e quelli che lo guardavano col volume abbassato e la radio accesa sulla Gialappa’s.  Continua a leggere

Giovani, carini e politicamente impegnati

ovvero: Una cosa (più o meno) divertente che non farò mai più #5

Campagne elettorali. Me ne sono sempre tenuta a debita distanza, e probabilmente avrei continuato così, se le circostanze non avessero deciso per me.  Continua a leggere

Contro il primato dell’opinionista nella società contemporanea

Il solo fatto di aver imparato a risolvere le espressioni alle scuole elementari mi autorizza a mandare il curriculum al Cern? Evidentemente no. Eppure il fatto di aver imparato (si fa per dire) a leggere e a scrivere pare autorizzare i tre quarti della popolazione italiana ad innalzarsi al ruolo di scrittori, comunicatori o, peggio di tutto, opinionisti

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Salto il #SalTo13: come essere al Salone del Libro senza andarci

Anche quest’anno salto il #SalTo: non sarò al Salone del Libro di Torino 2013, come non sono stata a quello del 2012, del 2011, del 2010 eccetera eccetera, pur lavorando in mezzo ai libri da ormai sei anni. Non ci sarò perché non posso andarci: non ne ho il tempo, né, in effetti, i titoli. E perché mentre gli altri vanno al Salone del Libro, qualcuno nelle case editrici deve pur rimanere a lavorare.
Quest’anno però non andarci mi dispiace un po’ più del solito, perché ci saranno alcune cose a cui tengo.

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